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I♥MG

È notizia di qualche giorno fa la scomparsa di Milton Glaser, grafico newyorkese tra i più talentuosi di sempre, una personalità che ha varcato il design, è stato il fondatore del New York magazine,  ma come spesso accade a chi crea qualcosa di enorme successo è ricordato come autore del logo “I love New York”, sicuramente il più famoso logo associato a una città, copiato e riadattato da molte altre città ed enti del turismo a giro per il mondo.
Sicuramente un logo questo che è sul podio della categoria “questo lo avrei fatto anche io”, in effetti guardandolo superficialmente il marchio può sembrare semplice, un carattere American Typewriter associato ad un cuore, tre lettere e una icona niente di più semplice, e proprio dietro la semplicità nell’impostazione grafica si cela il vero protagonista dell’enorme successo, cambiare le carte in gioco, di prendere una strada completamente diversa e innovativa al tempo (siamo nel 1976).
Glaser racconta di aver avuto l’idea su di un taxi.
Fino a quel momento l’approccio al progetto infatti era quello che chiunque altro avrebbe pensato.
In prima battuta: il testo scritto per esteso, poi in seguito l’idea che fa davvero la differenza, lui la descrive così:  «È un po’ complicato. “I” è una parola. “♥” è il simbolo di un’emozione. “NY” sono le iniziali di un posto. Quindi ci sono tre trasformazioni. Devi usare un po’ il cervello per tradurlo, anche se una volta che lo fai, è ovvio, e non c’è nessuno che non riesca a capirlo. Ma l’attività del cervello è in parte responsabile per la sua resistenza nel tempo».
E così quel che era prosa si fa poesia, al punto che anche Glaser si rende conto che quei quattro elementi che formano il logo stavano cambiando il modo di comunicare e al contempo univano le persone sotto lo stesso sentimento verso la città.
Dopo più di quaranta anni quel lavoro, per altro regalato alla comunità newyorchese, ha varcato lo status di logo diventando uno stilema, rappresentando un intero periodo di stile grafico americano degli anni settanta, continuando tutt’ora a ricavare profitti di circa un milione di dollari ogni annui. Il migliore esempio di come una creazione grafica ben fatta possa trasformarsi in un successo di design di comunicazione e anche commerciale, il design nella forma più alta del termine, non un tratto grafico fine a se stesso ma una grande idea rappresentata graficamente nel miglior modo. A noi grafici di “quartiere” come direbbe un fanta-cittadino di Glaser, non capita di creare successi di portata planetaria come questa, anzi qualcuno darebbe non so cosa per fare una cosa simile, ma spesso capita di creare un buona identità aziendale che contribuisce a buona parte del successo commerciale del committente, dimostrazione di quanto sia importante la scelta di una buona agenzia fin dai primi passi di un progetto aziendale o qualunque esso sia.

In quanto a Glaser, in un’intervista del 2006 al New York Times disse che avrebbe voluto che dimenticassimo il logo “ I ♥ NY” perché aveva fatto anche altre cose. Non si può dire infatti che il suo portfolio sia composto solo da un marchio, anzi, nella sua lunghissima carriera lavorò per clienti del calibro di DC comics, il Comitato Olimpico Internazionale, sua fu anche una famosa copertina per un disco di Bob Dylan. Ebbe anche un rapporto stretto con l’Italia, dopo aver vinto una borsa di studio all’Accademia di belle arti di Bologna fu allievo di Giorgio Morandi e influenzato dai grandi maestri dell’arte italiana come Piero Della Francesca su cui scrisse un libro. Collaborò anche con aziende italiane come Campari e Olivetti, suoi alcuni bellissimi poster anni settanta per l’azienda di Ivrea. Realizzò anche impianti di comunicazione per le città di Rimini, Positano e il Carnevale di Venezia. Una carriera la sua tutta da celebrare, con un filo conduttore che unisce tutte le sue creazioni l’essenzialità e l’apparente semplicità della composizione affiancata da una straordinaria intelligenza nelle sue idee, che dire se non: I ♥ MG

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